La completa digitalizzazione del processo penale richiederà più tempo del previsto. Con il decreto ministeriale n. 114 del 26 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 giugno, il Ministero della Giustizia ha rivisto il programma di introduzione del deposito telematico obbligatorio, scegliendo una transizione progressiva anziché un avvio contemporaneo per tutti gli uffici giudiziari.
L’obiettivo resta quello di rendere il canale telematico l’unica modalità ordinaria per il deposito di atti, documenti, richieste e memorie, ma il percorso sarà distribuito nell’arco di diversi anni. La decisione tiene conto del diverso livello di preparazione tecnologica e organizzativa degli uffici, consentendo un’implementazione più graduale dei nuovi strumenti informatici.
La prima tappa scatterà il 1° luglio 2027, quando l’obbligo interesserà le Corti d’appello e le Procure generali presso le stesse, con alcune esclusioni previste dal decreto, tra cui gli uffici che trattano i procedimenti minorili.
Dal 1° gennaio 2028 il deposito esclusivamente telematico sarà esteso agli Uffici del Giudice di Pace, alla Corte di Cassazione e alla Procura Generale presso la Cassazione. Un anno più tardi, dal 1° gennaio 2029, sarà la volta dei Tribunali per i minorenni e delle relative Procure della Repubblica, mentre i Tribunali di Sorveglianza completeranno la transizione dal 1° gennaio 2030.
Anche alcuni specifici procedimenti seguiranno un calendario autonomo. Le impugnazioni contro i provvedimenti del Giudice di Pace diventeranno esclusivamente telematiche dal gennaio 2028; i procedimenti delle Corti d’appello per i minorenni dal gennaio 2029; quelli di esecuzione dal luglio dello stesso anno. L’ultima fase, fissata al 1° luglio 2030, riguarderà, tra gli altri, i procedimenti di revisione, quelli per la riparazione dell’ingiusta detenzione, i rimedi conseguenti alle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, i rapporti con le autorità giudiziarie straniere e le procedure relative al mandato d’arresto europeo.
Nel periodo di transizione continuerà a essere applicato il sistema del doppio binario. Gli avvocati potranno quindi utilizzare sia il deposito telematico sia quello con modalità tradizionali fino alle rispettive date di entrata in vigore dell’obbligo: fino al 30 giugno 2027 per le Corti d’appello e le Procure generali e fino al 31 dicembre 2027 per Giudici di Pace, Corte di Cassazione e Procura Generale presso la Cassazione.
Il decreto precisa inoltre che, anche prima delle scadenze fissate, il deposito digitale potrà essere utilizzato negli uffici per i quali il Ministero della Giustizia avrà attestato la piena funzionalità dei sistemi informatici mediante specifici provvedimenti pubblicati sul Portale dei servizi telematici.
Tra le novità figura anche il differimento al 31 dicembre 2026 della possibilità, per magistrati e personale amministrativo, di depositare con modalità non telematica gli atti relativi alle intercettazioni telefoniche, informatiche, telematiche e ambientali. Una scelta che concede agli uffici ulteriore tempo per completare l’adeguamento tecnologico anche in uno dei settori più complessi del processo penale.
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