Una giustizia efficiente non è soltanto una garanzia per i cittadini, ma rappresenta anche un fattore strategico per la crescita economica e la competitività dell’Unione europea. È questo il messaggio che emerge dal EU Justice Scoreboard 2026, il quadro di valutazione annuale pubblicato dalla Commissione europea per monitorare lo stato dei sistemi giudiziari nazionali.
Giunto alla quattordicesima edizione, il rapporto analizza tre dimensioni fondamentali: efficienza, qualità e indipendenza della giustizia, offrendo una panoramica comparativa dei risultati raggiunti dai 27 Stati membri senza elaborare classifiche generali. L’obiettivo è individuare punti di forza, criticità e buone pratiche utili a sostenere le riforme nazionali.
Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 figura il miglioramento della percezione dell’indipendenza dei sistemi giudiziari e una sostanziale tenuta dei livelli di efficienza raggiunti dopo le difficoltà registrate durante la pandemia. In molti Paesi europei si osserva infatti una riduzione dei tempi dei procedimenti o una loro stabilizzazione, segnale dell’efficacia delle misure adottate per rendere i tribunali più resilienti e capaci di gestire i carichi di lavoro.
La Commissione sottolinea come il buon funzionamento della giustizia sia strettamente collegato al mercato unico. Tribunali indipendenti e procedure rapide favoriscono infatti la certezza del diritto, riducono i costi delle controversie e aumentano la fiducia di imprese e investitori. Non a caso il rapporto richiama numerosi studi che evidenziano una correlazione tra efficienza giudiziaria, produttività delle imprese e crescita economica.
Per la prima volta il quadro di valutazione dedica inoltre un’attenzione specifica ai tribunali e agli organismi che incidono direttamente sul funzionamento del mercato unico, analizzando il ruolo delle giurisdizioni amministrative superiori, delle autorità indipendenti e degli organismi di controllo coinvolti nelle controversie economiche e imprenditoriali.
Un altro capitolo centrale riguarda la trasformazione digitale della giustizia. La Commissione considera la digitalizzazione uno strumento essenziale per migliorare accessibilità, qualità e rapidità dei procedimenti. Il rapporto monitora l’utilizzo di servizi online, videoconferenze e strumenti digitali per la gestione delle pratiche, evidenziando come l’innovazione tecnologica stia diventando un elemento strutturale dei sistemi giudiziari europei. Cresce inoltre l’attenzione verso le applicazioni dell’intelligenza artificiale, già impiegata in alcuni contesti per attività di ricerca giuridica, gestione documentale e supporto organizzativo.
I dati raccolti confluiranno nella prossima Relazione sullo Stato di diritto 2026 e continueranno a rappresentare uno degli strumenti di riferimento per il monitoraggio delle riforme nazionali nell’ambito del Semestre europeo e dei programmi finanziati dal Piano europeo per la ripresa e la resilienza.
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