3 Giugno 2026 - Avvocatura

Specializzazioni forensi, cresce l’offerta ma il titolo fatica ancora a imporsi

Mentre il Parlamento esamina l’estensione delle specializzazioni al diritto commerciale e societario, i dati mostrano una diffusione ancora limitata del titolo tra gli avvocati: pochi riconoscimenti, nessun caso legato alla comprovata esperienza e un sistema che cerca ancora il definitivo decollo

Con l’ingresso del diritto commerciale e societario tra le aree di specializzazione riconosciute, il sistema delle specializzazioni forensi compie un nuovo passo avanti. Il decreto del Ministero della Giustizia che introduce l’ampliamento dell’elenco è attualmente all’esame delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato e punta a rafforzare uno strumento pensato per valorizzare competenze professionali altamente qualificate.

L’aggiornamento normativo offre però anche l’occasione per fare il punto sul reale impatto dell’istituto. I dati riportati nella relazione ministeriale mostrano infatti che il numero di avvocati che hanno conseguito il titolo di specialista rimane ancora contenuto rispetto alla dimensione complessiva della professione.

Secondo i dati riportati da Giovanni Negri ne Il sole 24 Ore, il percorso più utilizzato è stato quello legato al possesso di un dottorato di ricerca in una materia specialistica, canale attraverso il quale sono stati riconosciuti 325 titoli. Altri 137 professionisti hanno ottenuto la qualifica frequentando i corsi di alta formazione previsti dalla normativa. Nessun riconoscimento, invece, è stato finora attribuito attraverso il percorso della comprovata esperienza professionale.

Le specializzazioni maggiormente rappresentate riguardano il diritto di famiglia, il diritto penale e il diritto del lavoro, mentre altri settori registrano numeri molto più contenuti. Un dato che appare particolarmente significativo se confrontato con la platea complessiva dell’avvocatura italiana, che supera i 230 mila iscritti.

Il sistema delle specializzazioni trova il proprio fondamento nella legge professionale forense del 2012 ed è stato successivamente disciplinato da una serie di interventi regolamentari che negli anni hanno conosciuto modifiche, contenziosi amministrativi e revisioni. Oggi il titolo può essere ottenuto attraverso tre diverse modalità: dottorato di ricerca, percorsi formativi qualificati oppure dimostrazione di una consolidata esperienza professionale nel settore di riferimento.

Tra gli operatori del settore non mancano le riflessioni sulle ragioni di una diffusione ancora limitata. Da un lato, le procedure di accesso sono state considerate da molti particolarmente impegnative; dall’altro, numerosi professionisti già affermati sul mercato potrebbero non percepire un vantaggio concreto nell’ottenere una certificazione aggiuntiva rispetto alla reputazione costruita negli anni di attività.

Le associazioni specialistiche, tuttavia, guardano con ottimismo al futuro. Negli ultimi anni sono infatti partiti nuovi percorsi di alta formazione organizzati in collaborazione con università e associazioni forensi, destinati a produrre i primi effetti significativi già a partire dal 2027. L’obiettivo è quello di rendere la specializzazione uno strumento sempre più attrattivo soprattutto per le nuove generazioni di avvocati, chiamate a confrontarsi con un mercato professionale caratterizzato da crescente complessità e competenze sempre più verticali.

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