19 Maggio 2026 - Organici giustizia

Ufficio per il processo, verso la stabilizzazione dell’80% degli addetti

Oltre ottomila candidature per le prove scritte del 27 e 28 maggio. Il Ministero della Giustizia lavora a una proroga dei contratti per evitare l’uscita dal servizio degli esclusi e punta a mantenere valida la graduatoria per tre anni

Entra nella fase decisiva il percorso di stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo, una delle figure centrali nel progetto di modernizzazione della giustizia finanziato attraverso il PNRR.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Giustizia, sono 8.294 le domande presentate dagli addetti Upp per partecipare alle prove scritte previste il 27 e 28 maggio, passaggio necessario per l’assunzione a tempo indeterminato.

I posti disponibili risultano però inferiori rispetto al numero delle candidature: le stabilizzazioni previste per il profilo Upp sono infatti 6.919, con la conseguenza che oltre 1.300 lavoratori rischierebbero, almeno in questa fase, di restare esclusi dal percorso di assorbimento definitivo.

Accanto agli addetti Upp, la procedura coinvolge anche altri profili professionali. Hanno presentato domanda 863 tecnici di amministrazione e 1.460 operatori di data entry. Il piano complessivo delle assunzioni previsto dal Piao 2026-2028 punta alla stabilizzazione di 9.368 unità di personale. Per alcune figure tecniche specialistiche, come ingegneri, architetti e statistici, l’ingresso a tempo indeterminato dovrebbe avvenire senza prove selettive aggiuntive.

L’operazione consentirebbe di consolidare circa l’80% del contingente attualmente impiegato negli uffici giudiziari attraverso i contratti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di personale che, secondo l’impianto originario del progetto, avrebbe dovuto terminare il proprio incarico entro il 30 giugno 2026.

Negli ultimi mesi il confronto tra Ministero e organizzazioni sindacali ha progressivamente ampliato il numero delle stabilizzazioni previste, pur senza arrivare ancora alla completa conferma di tutti gli addetti in servizio. Parallelamente, il dicastero starebbe lavorando a una proroga tecnica dei contratti per evitare l’uscita immediata dei lavoratori che non dovessero rientrare nel primo contingente di assunzioni.

In questa prospettiva assume particolare rilievo anche la scelta di mantenere valida per tre anni la graduatoria che emergerà dalle prove di maggio. Una soluzione che, secondo quanto anticipato dal sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, dovrebbe consentire future assunzioni compatibilmente con le risorse disponibili.

Il tema resta centrale non solo sotto il profilo occupazionale, ma anche per l’equilibrio organizzativo degli uffici giudiziari. L’Ufficio per il processo, nato per accelerare la macchina della giustizia e sostenere il lavoro dei magistrati, è infatti considerato uno degli strumenti chiave per ridurre arretrati e tempi dei procedimenti nell’ambito della digitalizzazione e dell’efficientamento del sistema giudiziario.


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