6 Maggio 2026 - Giustizia

Ufficio per il processo, il Ministero punta alla stabilizzazione totale ma restano 1.544 esclusi

Via Arenula assicura la volontà di non disperdere le professionalità create con il Pnrr: graduatorie valide per tre anni e ipotesi proroga fino a fine 2026 per chi resterà fuori dall’attuale procedura di assunzione

Il Ministero della Giustizia prova a rassicurare gli addetti dell’Ufficio per il processo ancora in attesa di stabilizzazione. L’obiettivo dichiarato da Francesco Paolo Sisto è quello di mantenere all’interno dell’amministrazione tutte le professionalità formate negli ultimi anni grazie ai progetti legati al Pnrr, anche se al momento le risorse disponibili non consentono l’assorbimento immediato di tutto il personale.

Secondo i dati aggiornati al 12 marzo 2026, gli addetti Upp in servizio risultano essere 8.463. Di questi, 6.919 saranno stabilizzati attraverso la procedura già avviata, mentre 1.544 resteranno temporaneamente esclusi. Le prove scritte del concorso sono previste per il 27 e 28 maggio.

Il dicastero ha però chiarito di voler mantenere aperta la possibilità di future assunzioni, prevedendo una graduatoria con validità triennale che potrà essere utilizzata non appena verranno reperite nuove risorse economiche. Parallelamente, l’amministrazione starebbe lavorando anche a una proroga tecnica dei contratti in scadenza il prossimo 30 giugno, con l’obiettivo di estenderli almeno fino al 31 dicembre 2026 ed evitare un’interruzione improvvisa dei rapporti di lavoro.

Il nodo centrale resta infatti quello finanziario. Lo stesso viceministro ha spiegato che, in assenza delle necessarie coperture, non è possibile procedere subito alla stabilizzazione integrale del personale ancora escluso. L’intenzione politica, tuttavia, sarebbe quella di completare progressivamente il percorso e non disperdere competenze ormai considerate strategiche per il funzionamento degli uffici giudiziari.

Ai lavoratori che verranno assunti stabilmente sarà garantita la permanenza nel distretto di appartenenza e, ove possibile, anche nella medesima sede di servizio. Una scelta che punta a preservare continuità operativa e competenze maturate sul territorio.

Accanto al tema occupazionale resta aperta anche la questione dell’inquadramento professionale. Con il recente accordo sulle famiglie professionali del personale della giustizia, gli addetti all’Ufficio per il processo confluiranno infatti nella famiglia dei servizi giudiziari. Una riorganizzazione che, secondo il Ministero, non dovrebbe comportare un ridimensionamento delle funzioni svolte dagli Upp, nonostante le preoccupazioni espresse da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

L’amministrazione sostiene che il nuovo modello organizzativo sia legato alla gestione “per processi” dell’attività giudiziaria e che il personale continuerà a operare prevalentemente nell’ambito dell’Ufficio per il processo, mentre le attività di cancelleria dovrebbero restare residuali e limitate ai casi strettamente necessari.

Complessivamente, considerando anche tecnici dell’amministrazione e operatori data entry, il piano di stabilizzazione previsto dal Ministero riguarda 9.368 unità di personale.


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