L’intelligenza artificiale entra sempre più nel cuore della macchina pubblica italiana. Sono circa 400 i progetti di innovazione attualmente in corso nella Pubblica amministrazione, un dato che fotografa una trasformazione già avviata e destinata a crescere nei prossimi anni.
A delineare questo scenario è stato Alessio Butti nel corso di un recente evento istituzionale dedicato al rapporto tra AI, innovazione e sovranità digitale. Un’occasione per fare il punto non solo sui numeri, ma anche sulla strategia che accompagnerà il sistema pubblico verso gli obiettivi fissati al 2026.
Al centro dell’intervento, l’idea di valorizzare le esperienze già maturate a livello locale. Le iniziative sviluppate da Regioni e Province autonome vengono infatti considerate un laboratorio da cui trarre modelli replicabili su scala nazionale, in un’ottica di diffusione rapida ed efficace delle soluzioni più avanzate.
In questa direzione si inserisce il progetto Reg4IA, promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, che punta a incentivare la sperimentazione di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale nei territori. L’iniziativa può contare su una dotazione di 20 milioni di euro provenienti dal Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, a sostegno di un ecosistema pubblico sempre più orientato ai dati e all’automazione.
Non meno rilevante il tema della governance. Il modello italiano affida un ruolo centrale a AgID e ACN, chiamate a coordinare lo sviluppo e l’adozione delle tecnologie AI in modo coerente con le esigenze di sicurezza e autonomia digitale del Paese. Una scelta che ha alimentato il dibattito politico, ma che il Governo continua a difendere come necessaria per garantire un presidio solido su un ambito strategico.
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