Sta facendo discutere, anche tra gli stessi professionisti del diritto, un fenomeno che sembra assumere contorni sempre più sistematici: l’invio di richieste risarcitorie per presunta diffamazione a mezzo social, rivolte a utenti che hanno pubblicato commenti ritenuti offensivi.
A far emergere la portata del caso è stato un vivace scambio in un gruppo Facebook di avvocati, nato dalla segnalazione di un collega alle prese con una richiesta di 2.800 euro per un commento “colorito” pubblicato online. Da lì, decine di interventi hanno raccontato esperienze analoghe, delineando un quadro che molti definiscono ormai ricorrente.
Numerosi legali riferiscono di clienti raggiunti da diffide, inviti alla negoziazione assistita o richieste di mediazione, spesso per importi che oscillano tra poche migliaia e cifre ben più elevate. In diversi casi, però, alla risposta ferma o alla mancata adesione non è seguito alcun sviluppo giudiziario. Un elemento che alimenta il sospetto, condiviso da molti partecipanti alla discussione, di una strategia costruita più sulla pressione psicologica che su un reale contenzioso.
Tra “pesca a strascico” e tutela della reputazione, il dibattito tra avvocati fotografa una nuova frontiera del contenzioso digitale, dove il confine tra legittima difesa e pressione economica resta sempre più sottile
Secondo alcune testimonianze, il meccanismo sarebbe sempre simile: commenti provocatori pubblicati da soggetti con visibilità online generano reazioni altrettanto accese, che vengono poi utilizzate come base per richieste di risarcimento. Un modello che qualcuno definisce apertamente “pesca a strascico”, puntando sul timore dei destinatari di affrontare un procedimento legale.
Non manca, tuttavia, chi invita alla cautela. Alcuni interventi ricordano che la diffamazione online, equiparata a quella a mezzo stampa, richiede comunque una valutazione puntuale caso per caso e può dar luogo a responsabilità effettive. In queste situazioni, la scelta tra resistenza, trattativa o transazione resta affidata alla strategia difensiva e alle circostanze concrete.
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