14 Aprile 2026 - Phishing

Falsa multa online, nuova truffa a nome pagoPA: attenzione ai messaggi ingannevoli

Email e SMS simulano sanzioni stradali per indurre al pagamento: sfruttato il nome di pagoPA per sottrarre dati e denaro agli utenti

Torna a circolare una nuova campagna di phishing che sfrutta il nome di pagoPA per trarre in inganno gli utenti con false comunicazioni relative a presunte violazioni del Codice della Strada.

Il messaggio, costruito con un linguaggio formale e credibile, segnala un pagamento non effettuato per una multa, indicando un numero di riferimento, l’importo dovuto e la possibilità di regolarizzare la posizione tramite un link che rimanda a un presunto portale ufficiale. A rafforzare la pressione sull’utente, viene prospettato un aggravio economico e la decurtazione di punti patente in caso di mancato pagamento.

Si tratta, però, di un tentativo di truffa ben strutturato. L’obiettivo è spingere il destinatario a cliccare sul link e inserire dati personali o informazioni di pagamento, che vengono poi intercettate dai truffatori.

La strategia è quella ormai consolidata del phishing: creare un senso di urgenza e legittimità, sfruttando riferimenti istituzionali e dettagli apparentemente precisi per indurre una reazione immediata. In questo caso, l’utilizzo del nome pagoPA – piattaforma realmente utilizzata per i pagamenti verso la pubblica amministrazione – aumenta il rischio di cadere nell’inganno.

È importante ricordare che le comunicazioni ufficiali relative a sanzioni amministrative non avvengono con modalità generiche o tramite link diretti al pagamento inseriti in email o SMS non certificati. Inoltre, eventuali notifiche devono essere sempre verificabili attraverso i canali istituzionali degli enti competenti.

In presenza di messaggi di questo tipo, è fondamentale non cliccare su link sospetti, non fornire dati personali e procedere a una verifica autonoma accedendo direttamente ai siti ufficiali.

La diffusione di queste truffe conferma come il fronte della sicurezza digitale resti particolarmente esposto, soprattutto quando vengono utilizzati marchi e strumenti riconosciuti per costruire comunicazioni credibili. La difesa più efficace resta l’attenzione dell’utente: riconoscere i segnali di allarme – urgenza, minacce di sanzioni, richieste di pagamento immediate – è il primo passo per evitare conseguenze economiche e violazioni dei propri dati.

Articoli simili

Revolut vittima di una truffa durata 5 mesi: usata anche una PEC italiana

Una falsa richiesta governativa, inviata da un dominio email reale ma da un account non autorizzato, ha convinto la società a trasmettere dati personali e…

Criptovalute e gioco online, il Gafi avverte: le piattaforme digitali diventano strumenti di riciclaggio

Wallet elettronici, asset virtuali, gaming e operatori offshore ampliano le possibilità di occultare la provenienza del denaro. Il Gruppo d’azione finanziaria internazionale individua nuovi indicatori…

Imu e Tari, cambiano le regole: dichiarazione online e 90 giorni per comunicare le variazioni

Il d.lgs. 147/2026 modifica gli adempimenti sui tributi locali: per l’Imu arriva la dichiarazione esclusivamente telematica, mentre per la Tari il termine scende a 90…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto