Il sistema penitenziario italiano apre le porte ai volontari del Servizio Civile Universale. Con il nuovo bando pubblicato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) partecipa per la prima volta con propri progetti, attivati in undici istituti distribuiti sul territorio nazionale.
L’iniziativa rappresenta una novità assoluta per l’amministrazione penitenziaria, che entra direttamente nel circuito del servizio civile con percorsi pensati per coinvolgere i giovani in attività a supporto delle funzioni rieducative e dei programmi di reinserimento sociale delle persone detenute.
I volontari selezionati avranno la possibilità di operare accanto al personale già impegnato negli istituti – educatori, operatori e Polizia Penitenziaria – contribuendo a progetti che mettono al centro la dimensione trattamentale e il recupero sociale. Un’esperienza che unisce impegno civico e formazione sul campo, offrendo uno sguardo diretto su un contesto spesso poco conosciuto ma cruciale per il funzionamento dello Stato.
L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare le attività di supporto all’interno degli istituti, dall’altro offrire ai giovani un percorso di crescita personale e orientamento professionale in un ambito complesso e strategico come quello dell’esecuzione penale.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Consiglio dei Ministri: oggi dl codice crisi impresa e insolvenza
Roma, 10 giugno 2024 – Il Consiglio dei Ministri si riunirà oggi, lunedì 10 giugno, alle ore 13.30 a Palazzo Chigi, per la 85esima seduta.…
Cassazione: nelle liste elettorali niente cognome del marito per le donne sposate
Con l’ordinanza n. 3534 del 2026 la Suprema Corte chiarisce che nelle liste elettorali e nei documenti per il voto le donne coniugate devono essere…
Nordio all’attacco: “Super poliziotti senza controllo, processi telematici efficienti entro l’anno”
Il Guardasigilli critica il potere di creare indagini e boccia l’amnistia: “Serve una riforma radicale della giustizia”

