23 Febbraio 2026 - Dati personali

Chiamate indesiderate? Ecco la guida pratica per difendersi dal telemarketing aggressivo

Dal Registro delle opposizioni ai filtri anti-spoofing, fino alle segnalazioni alle autorità competenti: tutti gli strumenti – preventivi e successivi – per proteggere i propri dati e ridurre le telefonate moleste

Il contrasto al telemarketing aggressivo si gioca oggi su più fronti. Accanto agli strumenti già noti ai cittadini, si aggiungono nuovi canali di segnalazione e misure tecniche pensate per bloccare a monte le chiamate irregolari. L’obiettivo è duplice: prevenire i contatti indesiderati e rendere più efficaci controlli e sanzioni nei confronti degli operatori scorretti.

Prevenzione: registro e filtri tecnologici

Il primo livello di difesa resta l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni, che consente agli intestatari di linee fisse e mobili di opporsi all’utilizzo dei propri numeri per finalità promozionali. L’iscrizione comporta anche la revoca dei consensi precedentemente rilasciati per attività di marketing, salvo quelli eventualmente concessi dopo la registrazione.

Accanto a questo strumento, si è rafforzato il sistema dei filtri tecnici contro il cosiddetto “spoofing”, ossia la falsificazione del numero chiamante. Le autorità hanno imposto agli operatori telefonici l’adozione di blocchi automatici per intercettare chiamate provenienti dall’estero che simulano numerazioni italiane inesistenti o non richiamabili. I dati diffusi nei mesi scorsi parlano di milioni di chiamate bloccate ogni giorno, a conferma della portata del fenomeno.

Dopo la chiamata: segnalazioni e controlli

Quando la prevenzione non basta, il cittadino può attivare strumenti di tutela successivi. È possibile presentare segnalazioni attraverso il portale telematico dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, indicando con precisione numero chiamante, data, orario e contenuto della proposta commerciale.

Più di recente è stata attivata anche una piattaforma dedicata per le segnalazioni relative alle violazioni del codice di condotta del settore. L’organismo competente può intervenire sollecitando l’operatore a rimediare e, nei casi più gravi, applicando sanzioni previste dal codice stesso.

Va chiarito che tali strumenti hanno funzione di vigilanza e controllo: non attribuiscono direttamente rimborsi o risarcimenti. Chi intende ottenere un indennizzo deve rivolgersi ad altri canali, come la conciliazione o il giudice ordinario.

Un fenomeno ancora difficile da arginare

Nonostante il rafforzamento delle tutele, le chiamate indesiderate continuano a rappresentare un problema diffuso. Le segnalazioni annuali alle autorità si contano nell’ordine delle decine di migliaia e l’adozione di nuove tecniche elusive da parte degli operatori irregolari rende necessario un costante aggiornamento degli strumenti di contrasto.

Per i cittadini, la parola chiave resta “consapevolezza”: iscriversi al Registro, verificare i consensi rilasciati, non fornire dati personali in modo superficiale e utilizzare i canali ufficiali di segnalazione quando si subiscono violazioni.

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