Con un comunicato diffuso nelle scorse ore, il C.I.C.U.P.P. 2024 – Comitato Idonei Addetti all’Ufficio per il Processo chiede formalmente al Governo e al Ministero della Giustizia la proroga della graduatoria del concorso pubblico bandito nel giugno 2024 per l’assunzione di Addetti all’Ufficio per il Processo (AUPP), nonché il suo utilizzo integrale.
La richiesta si fonda sulle più recenti programmazioni del fabbisogno di personale dell’Amministrazione giudiziaria. Dalla documentazione ufficiale, inclusa la pianificazione triennale 2026–2028, emerge infatti come l’Ufficio per il Processo non sia più una misura transitoria legata esclusivamente al PNRR, ma una componente strutturale e stabile dell’organizzazione giudiziaria, inserita a pieno titolo nella pianta organica degli uffici.
Secondo il Comitato, il quadro attuale registra una scopertura di circa mille posti a livello nazionale nell’ambito dell’Ufficio per il Processo, con conseguenze dirette sull’efficienza e sull’efficacia del sistema giustizia. A confermare la gravità della situazione sono anche le prese di posizione di autorevoli vertici giudiziari. La presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, ha definito “drammatica” la condizione degli uffici del Giudice di Pace in Campania, parlando di una vera e propria emergenza, con carenze di personale che arrivano al 65% e un carico di centinaia di migliaia di procedimenti pendenti. Analoghe preoccupazioni sono state espresse dal Procuratore generale presso la Procura Generale di Napoli Nord, Domenico Airoma, che ha giudicato inadeguata l’attuale pianta organica rispetto al bacino di utenza del tribunale.
Il comunicato richiama inoltre l’allarme lanciato in sede parlamentare dalla Anna Rossomando, che ha parlato di un “vero e proprio collasso dei Tribunali”, con scoperture di organico stimate tra il 50 e il 60 per cento nei Palazzi di Giustizia.
Alla luce di questo scenario, il Comitato sottolinea come le recenti previsioni normative che autorizzano l’incremento delle dotazioni organiche e nuove assunzioni nell’Area Funzionari rendano lo scorrimento della graduatoria AUPP 2024 una soluzione coerente e immediatamente praticabile. Una scelta che consentirebbe di valorizzare professionalità già selezionate tramite regolare procedura concorsuale, evitando tempi e costi di nuovi bandi.
Particolare rilievo assume anche la prospettiva di ricondurre l’Addetto all’Ufficio per il Processo nella famiglia professionale del Funzionario Giudiziario, con estensione dell’impiego a Procure, Tribunali di Sorveglianza e Uffici del Giudice di Pace, ambiti nei quali oggi tali figure non sono previste. In questa ottica, lo scorrimento distrettuale della graduatoria ancora capiente consentirebbe di rafforzare in modo omogeneo l’organizzazione giudiziaria.
Gli idonei chiedono dunque che la graduatoria sia prorogata oltre la naturale scadenza di giugno 2026 e utilizzata integralmente per coprire i posti che si renderanno disponibili a seguito di pensionamenti, rimodulazioni degli organici e ampliamento delle funzioni degli uffici giudiziari, anche in una logica di razionalizzazione della spesa pubblica. L’indizione di nuovi concorsi, come quelli banditi nell’ambito delle procedure Ripam, viene definita contraddittoria e in contrasto con il principio di economicità della Pubblica Amministrazione, in presenza di graduatorie di idonei ancora utilizzabili.
La valorizzazione integrale degli idonei AUPP – conclude il Comitato, presieduto dall’Stefania De Luca – rappresenterebbe una scelta di buon andamento amministrativo, coerente con i principi costituzionali di efficienza, economicità e imparzialità dell’azione pubblica.
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