La transizione al processo penale telematico subisce un nuovo rallentamento. Con il decreto del 30 dicembre 2025, n. 206, il Ministero della Giustizia ha deciso di prorogare il regime del “doppio binario” per il deposito di alcuni atti particolarmente delicati, rinviando l’obbligatorietà esclusiva del canale digitale. Una scelta che tiene conto delle garanzie difensive e delle criticità operative ancora presenti nel sistema informatico.
Cosa cambia fino al 31 marzo 2026
Fino a quella data, difensori, magistrati e personale di cancelleria potranno continuare a depositare in alternativa – tramite Portale Deposito Atti (PDP), Pec o cartaceo – gli atti di impugnazione delle misure cautelari, personali e reali, compreso il sequestro probatorio. La proroga riguarda tutti i soggetti abilitati al PDP nei tribunali ordinari, interni ed esterni.
La decisione, spiegano da via Arenula, risponde all’esigenza di consentire un adattamento progressivo organizzativo e applicativo in ambiti che incidono direttamente sulla libertà personale e sui diritti essenziali della persona. In altre parole, il portale necessita di ulteriori affinamenti prima di essere utilizzato senza alternative su procedimenti ad alta sensibilità.
Intercettazioni: regime speciale fino al 30 giugno 2026
Diverso il calendario per un altro fronte critico: intercettazioni telefoniche, informatiche, telematiche e ambientali. Qui la deroga al deposito esclusivamente telematico vale solo per i soggetti interni (magistrati e cancellieri) fino al 30 giugno 2026, consentendo ancora modalità analogiche. Anche in questo caso il Ministero richiama la particolare delicatezza del settore e la necessità di verificare il corretto funzionamento dei sistemi.
Le richieste (parzialmente) accolte e il nodo dell’omogeneità
Non è stata accolta la proposta del Consiglio Superiore della Magistratura di rinviare in blocco l’intera materia cautelare per ragioni di omogeneità. Restano quindi escluse dalla proroga, ad esempio, le istanze di revoca o sostituzione delle misure cautelari ex art. 299 c.p.p. Secondo il Dipartimento per l’Innovazione tecnologica della giustizia, non sussistono elementi tecnici per una diversa scansione temporale dell’entrata a regime del processo penale telematico.
Il Csm, tuttavia, segnala il rischio di un “circuito ibrido” nella fase di impugnazione davanti al tribunale, con possibile traslazione di atti analogici verso uffici già passati alla gestione esclusivamente telematica, come GIP e Procura, con ricadute organizzative non trascurabili.
Portale in arrivo la versione 2.0
Sul fronte degli avvocati, l’Unione delle Camere Penali Italiane annuncia come imminente il rilascio della versione 2.0 del portale per il deposito degli atti penali, che dovrebbe finalmente consentire l’accesso ai fascicoli informatici. Un passaggio atteso da tempo, considerato cruciale per superare le difficoltà operative segnalate dagli operatori.
Monitoraggio mensile e costi sotto osservazione
Il decreto introduce anche un meccanismo di monitoraggio continuo della transizione. È la condizione posta dal Consiglio di Stato nel parere del 24 dicembre 2025 (n. 1485). Entro 45 giorni dall’entrata in vigore del dm, il direttore generale per i servizi applicativi dovrà presentare una relazione sintetica al Comitato tecnico-scientifico: flussi di deposito, stato di affinamento dei sistemi, criticità emerse e soluzioni adottate. L’adempimento sarà mensile, per garantire una valutazione costante di effetti e costi.
La rotta verso il 2027
L’obiettivo dichiarato resta la transizione completa entro il 2027. Dal 1° gennaio 2027, il deposito di atti, documenti, richieste e memorie da parte dei soggetti abilitati, interni ed esterni, dovrà avvenire esclusivamente in via telematica, ai sensi dell’art. 111-bis c.p.p. La regola varrà anche per Corti d’appello, Procure generali, Tribunali per i minorenni, Tribunali di sorveglianza, Corte di cassazione e per i procedimenti in materia di misure di prevenzione, esecuzione e rapporti giurisdizionali con autorità straniere (libri X e XI c.p.p.).
Le prassi locali e l’invito alla prudenza
In attesa della piena operatività, alcune realtà territoriali adottano misure cautelative. Il Tribunale di Milano ha prorogato lo stop all’obbligatorietà dell’applicativo fino al 31 marzo 2026, invitando però gli avvocati a privilegiare comunque il PDP per evitare disallineamenti e future contestazioni sulla regolarità dei depositi effettuati nel regime transitorio.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Approvato il Decreto Legge contro i Rave Party
E’ arrivato il primo sì dall’Aula del Senato al DL Rave, con 92 sì, 75 no e 1 astenuto. Oltre all’introduzione del reato del “rave…
Delega in mediazione: le nuove regole introdotte dalla Riforma Cartabia
Il recente Correttivo chiarisce i contenuti e la forma della delega per la partecipazione agli incontri di mediazione in caso di assenza della parte
204 milioni di euro per l’innovazione digitale in Europa: nuove opportunità per imprese, sanità e PA
La Commissione europea apre nove bandi del programma Europa Digitale per promuovere l’adozione di tecnologie emergenti, dall’intelligenza artificiale ai big data. Finanziamenti dedicati a imprese,…
