L’Aidif – Avvocatura italiana per i Diritti delle Famiglie – formula una proposta di legge per impedire che i figli minori siano affidati a terze persone estranee alla cerchia familiare, ovvero che vengano collocati nelle case famiglia, in caso di conflitto tra i genitori separati. L’obiettivo è quello di affidare i minori ai parenti entro il quarto, che non abbiano preso parte al conflitto familiare, soluzione migliore e priva di conseguenze dannose per i minori stessi.
«A giudicare dalle statistiche di ciò che accade nei vari tribunali d’Italia– spiega il presidente dell’Aidif – l’avvocato Giorgio Aldo Maccaroni – i casi di conflitto tra genitori che si separano sono elevatissimi. Tranne i casi, purtroppo molto rari, di genitori che riescono a raggiungere un accordo relativamente all’affidamento dei figli minori, la maggior parte delle separazioni e dei divorzi ha caratteristiche di una vera e propria contesa fra i genitori, con la conseguenza che a pagarne le spese sono proprio i figli minori, spettatori inermi e incolpevoli di un conflitto che si vorrebbe evitare il più possibile. Purtroppo, nei casi di conflitto fra i genitori la legge consente al giudice la possibilità di poter disporre l’affidamento dei figli minori sia a terze persone estranee alla cerchia familiare sia di poter disporre il collocamento degli stessi nelle case famiglia».
Una possibilità che, seppur attualmente prevista dalla legge, secondo l’Aidif è ingiustificata e nociva per lo sviluppo psicologico dei bambini che vengono privati dei propri genitori e degli altri parenti appartenenti alla cerchia familiare. Proprio per questa ragione la proposta di legge formulata punta a modificare l’articolo 337-ter del codice civile (quello che appunto permette in caso di separazione dei genitori la possibilità per il giudice di poter disporre anche il collocamento dei figli minori presso una casa famiglia).
«Il ricorso al collocamento nella casa famiglia – conclude Giorgio Aldo Maccaroni – deve essere disposto solo in casi molto gravi e sempre che entrambi i genitori, a seguito di un accertamento molto accurato, non siano ritenuti idonei e non vi sia un parente entro il quarto grado di uno dei due genitori che sia considerato idoneo ad avere in affidamento il figlio minore. Ovviamente tale parente è necessario che non abbia preso parte al conflitto familiare».
Tutelare i minori è un dovere di tutti coloro che, a qualsiasi titolo, operano nel settore del diritto di famiglia e minorile. L’Aidif lo fa dal 2008, anno della sua fondazione, con corsi di formazione, convegni, attivismo e dibattito sui temi.
A questo link la proposta di legge nel dettaglio. https://www.aidif.it/proposta-di-legge-modifica-articolo-337-ter-codice-civile/
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