“Gli Avvocati non esprimono un giudizio totalmente positivo sulla Riforma dell’attuale Legge Forense, soprattutto nella parte in cui si delinea la rappresentatività degli organi di vertice: il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell’Ordine”. Così spiega Alessandro Graziani, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, ascoltato in Commissione Giustizia della Camera sul disegno di legge delega per la riforma dell’Ordinamento forense.
“Il gran numero degli Avvocati della capitale d’Italia non è adeguatamente rappresentato nel Consiglio Nazionale, a dispetto del grande valore qualitativo che Roma esprime. Inoltre, la proposta di aumentare da due a tre il numero dei mandati per le cariche elettive dell’Avvocatura costituisce una soluzione di cui non si sentiva il bisogno e che certamente non giova a quella rappresentatività che la democrazia richiede”.
“Il tema è semplice – spiega Graziani – nel nostro ordinamento vige generalmente il principio del limite del doppio mandato. Anche la Corte Costituzionale ha ribadito questo trattando il caso dei Presidenti di Regione. Al contrario, la Riforma che ci viene proposta consentirebbe di svolgere anche tre mandati consecutivi, moltiplicando disagi e costi per l’Avvocatura, senza spiegare l’utilità di questa soluzione”.
Il pericolo segnalato dal Presidente degli Avvocati di Roma è del tutto evidente: “Temiamo che si vengano a creare gestioni eccessivamente lunghe, rendendo sempre più difficoltoso il ricambio dei vertici e così allontanando ulteriormente la politica forense da coloro i cui interessi dovrebbe tutelare: gli Avvocati che ogni giorno indossano la toga nelle aule d’udienza”.
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