Roma, 21 ottobre 2025 – L’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) esprime forti perplessità in merito alla disposizione contenuta nella bozza della Legge di Bilancio 2026 (Titolo X, Capo I, art. 130, comma 9), che subordina il pagamento dei compensi professionali da parte delle Pubbliche Amministrazioni alla presentazione, da parte dei liberi professionisti, di documentazione attestante la regolarità fiscale e contributiva, da allegare alla fattura elettronica.
Secondo la formulazione attuale, un Avvocato che emetta una fattura verso una Pubblica Amministrazione dovrà allegare:
- un’attestazione di regolarità contributiva rilasciata dalla Cassa Nazionale Forense, analoga al DURC previsto per le imprese;
- un certificato di regolarità fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, non previsto nella prassi per i liberi professionisti (salvo che la norma intenda un’autocertificazione).
“Si tratta di un adempimento aggiuntivo che rischia di trasformarsi in una nuova zavorra burocratica – osserva l’Avv. Alberto Del Noce, Presidente UNCC – aggravando procedure già complesse, allungando ulteriormente tempi di pagamento notoriamente lunghi e introducendo incertezza sulle modalità applicative.”
L’UNCC sottolinea inoltre l’evidente paradosso di una disposizione che impone ai professionisti di produrre documenti già nella disponibilità della Pubblica Amministrazione, la quale può verificarne la regolarità d’ufficio attraverso le proprie banche dati (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Casse professionali).
Pretendere che sia il singolo a fornire certificazioni di cui l’Amministrazione è già in possesso significa duplicare controlli e passaggi inutili, in aperto contrasto con i principi di semplificazione e digitalizzazione che dovrebbero ispirare l’azione pubblica.
“Auspichiamo che, nel corso dell’iter parlamentare, la norma venga riformulata – conclude Del Noce – prevedendo che la verifica della regolarità fiscale e contributiva sia effettuata direttamente dalle Pubbliche Amministrazioni, senza imporre nuovi oneri ai professionisti. La lotta all’evasione è un obiettivo condiviso e necessario, ma deve passare attraverso efficienza, interoperabilità e responsabilità istituzionale, non attraverso nuovi ostacoli burocratici per chi opera in modo corretto e trasparente.”
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