22 Settembre 2025 - TECNOLOGIE E PROFESSIONI | Il regolamento

AI Act, nuove sfide per le imprese: studi legali in prima linea su rischio e formazione

Con l’entrata in vigore delle prime sanzioni europee, cresce la domanda di consulenza. Ma oltre metà delle aziende italiane è ancora impreparata

Dal 2 agosto il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale – l’AI Act – è entrato in una nuova fase operativa, portando con sé i primi obblighi e le prime sanzioni per chi non rispetta le regole. Un cambio di passo che sta moltiplicando il lavoro per gli studi legali, chiamati ad affiancare le imprese nella mappatura dei rischi, nei programmi di formazione e nella revisione dei modelli organizzativi.

Eppure, secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, la consapevolezza è ancora scarsa: solo il 28% delle aziende ha avviato attività di formazione e verifica, mentre oltre la metà non percepisce la compliance come prioritaria. Ci sono obblighi di classificazione e mappatura del rischio che non possono essere trascurati e le sanzioni non sono marginali.

A preoccupare è soprattutto la mancanza di un approccio strutturato: alcune imprese stanno nominando un Artificial Intelligence Officer nei propri organigrammi, altre restano alla finestra per timore dell’incertezza normativa e geopolitica, con i negoziati in corso tra Usa e Ue anche sul digitale.

Il tema non si esaurisce con l’AI Act: privacy, proprietà intellettuale, sicurezza e governance incrociano altri regolamenti europei come il GDPR, il Digital Markets Act e la direttiva DORA per i servizi finanziari. La consulenza legale diventa così sempre più multidisciplinare. «Abbiamo condotto oltre 50 assessment su casi d’uso di AI – spiega l’avvocato Vincenzo Colarocco (studio Previti) – valutando i rischi in termini di data protection, sicurezza ed etica».

Alcuni settori si stanno muovendo con maggiore tempestività: life science e sanità, dove la sicurezza dei dispositivi è cruciale; finanza, che richiede governance e tracciabilità; ma anche energia, infrastrutture e trasporti, dove i profili di interoperabilità e compliance sono determinanti. Si stanno creando sinergie inedite tra settori diversi per rafforzare la competitività sul mercato.

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