Roma, 14 luglio 2025 – Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, stanzia oltre 2 milioni di euro per avviare percorsi di orientamento, formazione e housing sociale delle persone sottoposte a misura penale esterna o in uscita dagli istituti penitenziari, e attivare una rete per favorirne il reinserimento socio lavorativo.
L’azione, costruita grazie alla stretta collaborazione con il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, con la conduzione di Gabriella De Stradis, Direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione del Ministero, creerà un sistema integrato di interventi e nuove sinergie e collaborazioni sui territori.
Una parte delle risorse sarà impiegata per l’ampliamento e il miglioramento funzionale di spazi finalizzati allo svolgimento delle attività trattamentali di formazione e inclusione socio-lavorativa; altra per residenzialità assistita e temporanea, idonee a ospitare – per periodi di tempo limitati – i destinatari dei percorsi di reinserimento e formazione privi di soluzione abitativa, altrimenti impossibilitati a fruire di misure alternative o sanzioni sostitutive.
Il Progetto è finanziato nell’ambito del Progetto “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche attraverso la riqualificazione delle aree trattamentali” di cui il Ministero della Giustizia è Organismo Intermedio per il Piano Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
La struttura, che ha una capienza di 300 posti, ospita attualmente ben 585 detenuti, di cui 37 donne, raggiungendo quasi il doppio della sua capacità.
Balneari, via l’obbligo di smontaggio stagionale
Una svolta per i gestori, che potranno evitare costi aggiuntivi e assicurarsi una maggiore continuità delle strutture lungo le coste.
Bonus nascite, ”Carta per i nuovi nati”, congedi parentali: le nuove misure per la famiglia
Nel calcolo delle detrazioni fiscali, la manovra introduce un nuovo criterio: il numero di familiari a carico

