Torna a far discutere il caso del delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. A riaccendere il dibattito è il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ospite del programma Zona Bianca su Retequattro, ha definito “irragionevole” la condanna di Alberto Stasi dopo due precedenti sentenze di assoluzione.
“È anomalo che, dopo uno o due verdetti assolutori, si arrivi a una condanna senza rifare integralmente il processo”, ha dichiarato Nordio, riferendosi alla decisione della Corte d’Appello che nel 2015 inflisse 16 anni di carcere a Stasi per omicidio volontario.
Pur esprimendo perplessità sull’iter giudiziario, il Guardasigilli ha escluso possibili conseguenze per i magistrati che si occuparono della prima inchiesta. “Un magistrato può essere ritenuto responsabile solo se non conosce la legge o ignora gli atti — ha precisato — e proprio per questo nei sistemi democratici esistono più gradi di giudizio, nella consapevolezza che ogni sentenza può essere soggetta a errore”.
Nordio ha poi allargato il ragionamento allo stato generale della giustizia italiana, sottolineando come la sfiducia dei cittadini derivi più dalle norme che da chi le applica. “Il problema non sono tanto i magistrati, ma leggi imperfette che permettono di trascinare i processi all’infinito, quando in certi casi sarebbe necessario avere il coraggio di concluderli”, ha aggiunto.
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