15 Maggio 2025 - Protezione dati

Action Figure generate con l’AI: il gioco che rischia di costarti la privacy

Spopolano sui social le miniature digitali create con l’Intelligenza Artificiale. Ma dietro questo trend virale si nascondono rischi seri per i dati personali e biometrici degli utenti. Gli esperti: “Divertente, ma serve consapevolezza”

È la moda del momento: carichi una tua foto, scegli qualche accessorio, e in pochi secondi l’Intelligenza Artificiale ti restituisce la tua action figure digitale, una miniatura iper-realistica pronta a essere condivisa sui social. Il fenomeno è esploso nelle scorse settimane, complice l’arrivo di nuovi generatori di immagini sempre più potenti. Ma dietro questa innocente tendenza si nascondono insidie che riguardano la privacy e la gestione dei dati personali.

A far scattare l’allarme sono stati alcuni esperti di cybersecurity e diritto digitale, che hanno sollevato dubbi sui reali utilizzi delle informazioni caricate dagli utenti. Per creare queste immagini, infatti, non basta una semplice foto: ogni immagine digitale contiene un pacchetto di metadati — dalle coordinate GPS ai dati del dispositivo utilizzato — e tutte queste informazioni possono essere raccolte e utilizzate per addestrare i modelli di AI.

Non solo il volto: cosa raccoglie davvero l’AI

Il vero problema, spiegano gli specialisti, è che i sistemi di Intelligenza Artificiale non si limitano a elaborare il volto caricato. Analizzano anche gli sfondi, gli oggetti, eventuali scritte e persino altre persone presenti nella scena. Tutto diventa materiale utile per migliorare i modelli generativi. “È un gesto che sembra innocuo, ma contribuisce ad arricchire banche dati di valore enorme”, avverte Jake Moore, esperto di cybersecurity.

Un rischio particolarmente delicato riguarda i dati biometrici. Sebbene in Europa il GDPR imponga restrizioni rigide su questo tipo di informazioni, non tutte le immagini elaborate rientrano nella definizione tecnica di dato biometrico. Se la caricatura creata non è usata per identificare direttamente una persona, può sfuggire alle maglie della normativa, rendendo più difficile il controllo e la revoca del consenso.

Cautela e consapevolezza: i consigli degli esperti

Secondo gli avvocati specializzati in privacy digitale, la trasparenza sul trattamento prolungato di queste immagini rimane carente. Alcune piattaforme offrono strumenti per limitare l’uso dei dati per l’addestramento dell’AI o per cancellare i contenuti, ma la responsabilità finale resta comunque in mano agli utenti.

Le buone pratiche suggerite? Evitare di caricare foto ad alta definizione, disattivare l’opzione di addestramento dell’AI nelle impostazioni, e non condividere immagini di terzi senza il loro consenso. “Privacy e creatività possono convivere”, ricorda l’avvocata Annalisa Checchi. “Bisogna solo essere più attenti e informati prima di cliccare su ‘carica immagine’.”

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