15 Aprile 2025 - IA e aziende

Intelligenza artificiale sul lavoro: sì, ma con supervisione umana obbligatoria

Nelle Linee guida del Ministero del Lavoro, in consultazione fino al 21 maggio, si stabilisce che ogni decisione automatizzata deve essere validata da una persona fisica. Serve anche un contratto ad hoc per i supervisori umani.

L’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nei luoghi di lavoro, ma non potrà mai agire da sola: ogni sua decisione dovrà essere supervisionata e validata da un essere umano. È questo uno dei capisaldi delle Linee Guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, diffuse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ora in consultazione pubblica fino al 21 maggio 2025 sulla piattaforma PartecipaPa.

L’obiettivo del documento è chiaro: definire un perimetro etico e giuridico all’utilizzo dell’IA nei contesti aziendali, nel rispetto del Regolamento europeo sulla privacy (GDPR). Secondo le Linee guida, non è ammesso che algoritmi o sistemi automatizzati prendano decisioni critiche senza la validazione finale di una persona qualificata, in grado di comprenderne le implicazioni.

Per garantire questo principio, viene introdotta una figura centrale: il supervisore umano, che dovrà essere formalmente incaricato con un contratto di lavoro specifico. Questo contratto dovrà indicare in modo chiaro compiti, prerogative e tutele, dal momento che al supervisore spetta anche il potere – e la responsabilità – di smentire o interrompere il funzionamento del sistema di IA, arrivando persino a sospendere la produzione di beni o servizi.

Un ruolo tutt’altro che simbolico, che richiede una riorganizzazione interna delle aziende: il supervisore umano dovrà agire in piena autonomia, senza vincoli gerarchici né conflitti di interesse. Inoltre, non potrà coincidere con il responsabile della protezione dei dati (DPO), poiché entrambi i ruoli sono chiamati a operare in coordinamento, ma su piani distinti.

Le Linee guida chiariscono anche un altro aspetto essenziale: i lavoratori devono sempre essere informati su come e quando viene utilizzata l’intelligenza artificiale che li riguarda, così da poter esercitare il loro diritto alla contestazione in caso di valutazioni errate o discriminatorie.

Nel quadro tracciato dal Ministero, quindi, l’adozione dell’IA non può essere cieca né deresponsabilizzante. Serve trasparenza, serve controllo, ma soprattutto serve l’intervento consapevole e costante della componente umana, per fare in modo che la tecnologia sia uno strumento di supporto – e non un sostituto – del lavoro e della dignità delle persone.


LEGGI ANCHE

Cassa forense, censimento avvocati 2022

“La ripresa vista dagli avvocati”, questionario Censis per il censimento del 2022 Censimento avvocati 2022 con Cassa Forense: via al questionario con domande e risposte fondamentali per…

prescrizione nordio

La prescrizione cambia un’altra volta

Martedì 16 gennaio 2024 alla Camera è stata ricevuta la prima approvazione relativa alla proposta di legge che reintroduce la prescrizione. Si tratta della quarta…

Bonifici istantanei senza costi extra: dal 9 gennaio scatta la rivoluzione per i correntisti

Stesse commissioni dei bonifici ordinari grazie al Regolamento UE 2024/886. In arrivo sanzioni per le banche inadempienti

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto