18 Marzo 2025 - Edilizia carceraria

Custodia cautelare, il piano Nordio: caserme dismesse per i detenuti in attesa di giudizio

Un quarto della popolazione carceraria è detenuta senza condanna definitiva. Il governo studia nuove soluzioni per ridurre il sovraffollamento, mentre Meloni accelera sulle riforme della giustizia.

Dopo la riforma sulla separazione delle carriere, ora in discussione al Senato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio guarda al prossimo obiettivo: cambiare le regole sulla custodia cautelare, che in Italia riguarda un detenuto su quattro. In tutto, sono oltre 15mila le persone in carcere senza una condanna definitiva, di cui quasi 10mila in attesa del primo giudizio.

Una situazione che pesa sull’emergenza sovraffollamento, spingendo il governo a valutare un piano alternativo: trasferire parte di questi detenuti in strutture ad hoc, come caserme militari dismesse o riqualificate, pensate per un regime di detenzione attenuata. L’idea è sul tavolo di via Arenula da mesi e Nordio la considera una priorità.

Il ministro, intervenendo a un incontro con le Camere Penali a Venezia, ha definito “fallimentari” i criteri attuali della custodia cautelare, basati sul rischio di fuga, l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Un cambio di rotta è necessario e il governo si sta muovendo, con il sottosegretario Andrea Ostellari e il capo del Dap Andrea Delmastro a lavorare al dossier.

L’idea iniziale prevedeva la trasformazione delle caserme dismesse in vere e proprie carceri, ma i costi stimati dal Ministero dell’Economia si sono rivelati proibitivi. Da qui il “piano B”: utilizzarle per la sola custodia cautelare, riducendo così la pressione sulle carceri tradizionali. Un progetto che si affianca all’ipotesi di installare moduli detentivi prefabbricati negli spazi aperti degli istituti esistenti.

Intanto, la premier Giorgia Meloni segue il dossier con attenzione. Fonti governative riferiscono che avrebbe chiesto aggiornamenti costanti al commissario per l’edilizia carceraria, Marco Doglio, per accelerare l’ampliamento degli spazi detentivi. L’obiettivo resta far avanzare la riforma costituzionale sulla giustizia, ma il tema della custodia cautelare resta un nodo da sciogliere.

L’ultimo intervento sulla materia risale al primo Ddl Nordio, che ha introdotto la decisione collegiale del Gip sulla detenzione preventiva. Ora il governo pensa a un passo ulteriore, valutando il trasferimento dei detenuti in attesa di giudizio in nuove strutture. Il dibattito è aperto e la partita sulla giustizia resta centrale nell’agenda dell’esecutivo.

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