Nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025, il Ministero della Giustizia ha presentato la Relazione annuale, rivelando cifre preoccupanti sui capitoli di spesa legati al gratuito patrocinio, alle intercettazioni e ai pagamenti previsti dalla legge Pinto.
Gratuito patrocinio: spese in costante aumento
Uno dei dati più significativi riguarda le spese per i difensori di soggetti ammessi al gratuito patrocinio, che nel 2023 hanno raggiunto i 493 milioni di euro, confermando un trend in crescita costante. Dal 2015, quando il costo annuo era di 215 milioni di euro, la cifra è più che raddoppiata.
Questa voce di spesa comprende anche i pagamenti per consulenti, periti, traduttori, custodi, giudici popolari, testimoni e trasferte per atti processuali. L’Organismo Congressuale Forense (OCF) ha recentemente chiesto al Ministero di separare la spesa per il gratuito patrocinio da tutte le altre voci, a causa dei ritardi nei pagamenti che si accumulano soprattutto nell’ultimo quadrimestre dell’anno.
Intercettazioni: costi in crescita dopo anni di calo
Anche le spese per le intercettazioni sono aumentate, passando dai 203 milioni di euro nel 2021 ai 239 milioni di euro nel 2023. Un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto al decennio precedente, durante il quale i costi si erano ridotti progressivamente (dai 300 milioni del 2010 ai 200 milioni del 2019).
Legge Pinto: un debito che pesa sui conti pubblici
Ancora più complessa è la situazione dei pagamenti previsti dalla legge Pinto per l’eccessiva durata dei processi. A fine 2023, il debito arretrato ammontava a 403 milioni di euro. Nonostante l’implementazione del sistema informatico Siamm Pinto Digitale, volto a velocizzare le liquidazioni, i ritardi accumulati negli anni hanno portato a numerose azioni esecutive contro l’Amministrazione, con un aumento di spese e interessi passivi.
Per affrontare questa situazione, il Ministero ha annunciato il piano straordinario “PINTOPAGA”, con l’obiettivo di azzerare il debito nel corso del 2025.
Un bilancio da ripensare
Il Ministero della Giustizia ha sottolineato che non ha margine di intervento diretto su queste spese, rimandando al legislatore eventuali modifiche normative per ottenere risparmi. L’elevato impatto finanziario delle voci di spesa analizzate evidenzia l’urgenza di una riforma strutturale, necessaria per garantire la sostenibilità economica del sistema giudiziario italiano.
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