Nonostante il tentativo di distensione della premier Giorgia Meloni durante un incontro di maggioranza, le tensioni tra Lega e Forza Italia continuano ad acuirsi. Divergenze su temi cruciali, dalla manovra economica alla giustizia, fino all’autonomia differenziata, lasciano intravedere una coalizione tutt’altro che compatta.
Scontro sul canone Rai e manovra
La commissione Bilancio del Senato ha vissuto una giornata turbolenta con continui rinvii sul decreto fiscale, a causa del mancato accordo sul canone Rai. La Lega preme per una riduzione da 90 a 70 euro, mentre Forza Italia, preoccupata per l’impatto sui ricavi pubblicitari di Mediaset, si oppone fermamente. L’ipotesi è ora di rinviare la discussione alla Legge di Bilancio.
Alta tensione anche sulle banche
Salvini ha riacceso lo scontro sulle banche, opponendosi all’Ops di Unicredit su Bpm, un’operazione che in Forza Italia non viene vista con ostilità. L’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a supporto della Lega ha ulteriormente alimentato il dibattito.
Giustizia e assenze strategiche
Il Consiglio dei Ministri convocato per approvare il decreto giustizia è saltato per l’assenza dei ministri forzisti, ufficialmente non intenzionale. Tuttavia, il contrasto tra l’approccio dialogante del Guardasigilli Carlo Nordio e la linea dura di Salvini nei confronti della magistratura alimenta sospetti di attriti interni.
Autonomia e leadership in bilico
L’autonomia differenziata rappresenta un’altra questione critica, con metà Forza Italia che spera nel naufragio della legge Calderoli. Intanto, Luca Zaia, governatore del Veneto, continua a lanciare segnali provocatori, aumentando la pressione su Salvini anche all’interno del suo stesso partito.
La coalizione di centrodestra sembra, dunque, attraversare una fase di “guerriglia” parlamentare, con effetti che potrebbero minare la stabilità della legislatura.
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