“Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. L’ergastolo è il tributo che lo Stato di diritto paga alla pena vendicativa.” Con queste parole l’avvocato Giovanni Caruso, difensore di Filippo Turetta, ha aperto la sua arringa davanti alla Corte d’Assise di Venezia. Il giovane di 23 anni è reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata Giulia Cecchettin, un caso che ha scosso l’opinione pubblica.
Dopo la richiesta di ergastolo avanzata dal PM Andrea Petroni, la difesa ha puntato a smontare le aggravanti di crudeltà, premeditazione e atti persecutori, chiedendo il riconoscimento di attenuanti generiche “quantomeno equivalenti”. Caruso, affiancato dalla collega Monica Cornaviera, ha ribadito: “Non si tratta di negare la gravità dei fatti, ma di applicare la giustizia secondo il principio di legalità e non la legge del taglione.”
Turetta, presente in aula, ha ascoltato in silenzio. Assente invece Gino Cecchettin, padre di Giulia. La sentenza è attesa per il 3 dicembre.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE

Aggiornamento dei certificati di firma e cifratura di tutti gli uffici giudiziari
Nel corso degli ultimi giorni c’è stato un elevato numero di depositi telematici gestiti dal sistema come errori fatali della tipologia Errore imprevisto e non gestibili…

Dog, scorrimento graduatorie 3946 Addetti Ufficio Processo
Pubblicato l’avviso di scorrimento delle graduatorie relative al concorso per 3946 Addetti all’Ufficio per il Processo indetto il 5 aprile 2024.

Servitù e usucapione: la Cassazione chiarisce i requisiti di apparente visibilità
Per acquisire una servitù per usucapione o destinazione del padre di famiglia è necessario che esistano segni visibili e permanenti, che dimostrino chiaramente l'uso stabile…