22 Ottobre 2024 - Appalti e concessioni

Codice dei contratti pubblici: le nuove modifiche del governo

Fra gli altri provvedimenti, il nuovo decreto punta a semplificare l'uso del fascicolo virtuale per gli operatori economici e a chiarire le regole sulla certificazione delle piattaforme che interagiscono con la Banca dati nazionale dell'ANAC

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al Codice dei Contratti Pubblici, emanato con il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. Le modifiche mirano a semplificare la normativa vigente, risolvendo criticità emerse in fase di applicazione, e rispondendo a richieste di adeguamento a livello europeo.

L’intervento normativo è inoltre strettamente connesso al raggiungimento di alcune milestone del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare nella riforma del quadro legislativo per appalti pubblici e concessioni.

Equo compenso e qualità negli appalti

Una delle novità principali riguarda l’applicazione dell’equo compenso nel settore dei contratti pubblici. Le nuove regole stabiliscono criteri chiari per gli affidamenti di servizi di ingegneria, architettura e altre prestazioni tecniche superiori ai 140.000 euro, garantendo una maggiore trasparenza e valorizzando la qualità delle offerte. Sarà possibile presentare ribassi, ma solo su una parte limitata del prezzo di gara, preservando così il principio dell’equo compenso.

Tutele per i lavoratori e digitalizzazione

Nel campo delle tutele lavorative, si introducono nuovi criteri per la scelta dei contratti collettivi applicabili e per la verifica della loro equivalenza, con l’obiettivo di garantire un livello adeguato di protezione per i lavoratori coinvolti negli appalti.

Un altro tema centrale è la digitalizzazione. Il nuovo decreto punta a semplificare l’uso del fascicolo virtuale per gli operatori economici e a chiarire le regole sulla certificazione delle piattaforme che interagiscono con la Banca dati nazionale dell’ANAC. Viene inoltre incentivato l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) nelle opere pubbliche, innalzando a 2 milioni di euro la soglia per l’obbligatorietà del suo impiego dal 2025.

Revisione prezzi e qualificazione delle stazioni appaltanti

Il decreto introduce nuovi criteri per la revisione dei prezzi, basati su indici che consentiranno di aggiornare gli importi contrattuali. Sul fronte della qualificazione delle stazioni appaltanti, le modifiche mirano a migliorare l’efficienza delle procedure di gara, con monitoraggi periodici e incentivi per le stazioni non qualificate che si avvalgono di quelle qualificate.

Sostegno alle PMI e partenariato pubblico-privato

Per favorire la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese (PMI) agli appalti pubblici, si prevede una suddivisione più attenta dei lotti e l’introduzione di misure che facilitano il loro accesso alle gare. Inoltre, una parte dei contratti di subappalto dovrà essere affidata alle PMI.

Infine, sul tema del partenariato pubblico-privato (PPP), vengono riviste le procedure della finanza di progetto, introducendo nuove fasi preliminari e una maggiore trasparenza, al fine di garantire una concorrenza effettiva tra i partecipanti.


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