La Commissione europea ha inviato un ulteriore parere motivato all’Italia per il mancato allineamento della legislazione nazionale sui giudici onorari alle normative sul diritto del lavoro dell’Unione Europea. Il parere, (INFR(2016)4081), si riferisce ai giudici onorari entrati in servizio dopo il 15 agosto 2017 e rappresenta l’ultimo passaggio prima di un possibile deferimento alla Corte di Giustizia dell’UE.
Secondo la Commissione, nonostante un precedente parere motivato emesso nel luglio 2023, l’Italia non ha adottato le misure necessarie per affrontare le problematiche individuate. In particolare, la legislazione nazionale non rispetta le norme UE riguardanti il lavoro a tempo determinato, il lavoro a tempo parziale e l’orario di lavoro, come previsto dalle direttive 1999/70/CE, 97/81/CE e 2003/88/CE.
La Commissione sottolinea che diverse categorie di giudici onorari, inclusi i giudici di pace e i procuratori onorari, non sono considerati “lavoratori” secondo il diritto italiano, ma volontari che prestano servizio su base “onoraria”. Ciò comporta un trattamento meno favorevole rispetto ai giudici a tempo indeterminato, in termini di indennità, ferie retribuite, e trattamento fiscale. Inoltre, non esiste un sistema che monitori il loro orario di lavoro e non ricevono compensi in caso di abusi contrattuali.
La procedura di infrazione è stata avviata nel luglio 2021 con una lettera di messa in mora, seguita da un’ulteriore lettera di intimazione nel 2022 e da un parere motivato nel 2023. Nonostante le modifiche legislative previste per i giudici onorari in servizio prima del 15 agosto 2017, l’Italia non ha affrontato la situazione per coloro assunti successivamente. Ora, il governo italiano ha due mesi di tempo per rispondere e adottare le misure necessarie, altrimenti la Commissione potrebbe portare il caso davanti alla Corte di Giustizia dell’UE.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Cybersicurezza in azienda: amministratori in prima linea tra obblighi e responsabilità
La circolare Assonime n. 23/2025 chiarisce l’impatto del d.lgs. 138/2024 (recepimento della direttiva NIS2): l’adeguata gestione del rischio cyber diventa requisito strategico di governance. Sanzioni,…
L’IA ridefinisce i confini del lavoro: il documento della Commissione Lavoro della Camera
Nuovi criteri per distinguere lavoro autonomo e dipendente, formazione e sicurezza al centro del dibattito
Corte di giustizia UE: Apple dovrà restituire 13 miliardi di euro all’Irlanda
La decisione riguarda vantaggi fiscali illegali concessi ad Apple tra il 1991 e il 2014.

