8 Aprile 2026 - Ddl Pmi

Recensioni online, nuove regole: stop ai commenti anonimi e fuori tempo

In vigore la legge 34/2026, ma per l’operatività servono le linee guida dell’Antitrust. Stretta su autenticità, tempistiche e contenuti: più garanzie per imprese e consumatori

Cambiano le regole del gioco per le recensioni online nel settore turistico e della ristorazione. Con l’entrata in vigore della legge 34/2026, il legislatore interviene su un ambito sempre più rilevante per la reputazione digitale delle imprese, introducendo criteri più stringenti per garantire l’affidabilità dei giudizi pubblicati in rete.

Il nuovo impianto normativo, tuttavia, non è ancora pienamente operativo. Per l’applicazione concreta delle disposizioni sarà necessario attendere le linee guida dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dovranno essere adottate dopo il confronto con altri soggetti istituzionali, tra cui AGCOM e il Garante per la protezione dei dati personali. Solo allora imprese e piattaforme avranno un quadro chiaro degli obblighi operativi.

Nel frattempo, emergono già alcuni principi chiave. Le recensioni potranno essere considerate attendibili solo se pubblicate entro un arco temporale definito rispetto all’esperienza vissuta: il limite è fissato in 30 giorni dall’utilizzo del servizio o dall’acquisto. Un criterio che mira a garantire l’attualità e la coerenza del giudizio espresso.

Altro elemento centrale è l’autenticità. I commenti dovranno provenire da utenti che hanno realmente usufruito del servizio e contenere riferimenti concreti all’esperienza. Non saranno più ammesse recensioni costruite su basi generiche o prive di riscontro reale, né quelle condizionate da incentivi, sconti o vantaggi offerti da operatori o intermediari.

La normativa introduce anche un criterio temporale più ampio: trascorsi due anni dalla pubblicazione, una recensione perde rilevanza sotto il profilo della liceità, proprio perché non più rappresentativa della qualità attuale del servizio.

Sul fronte delle imprese, vengono rafforzati gli strumenti di tutela. Strutture ricettive e ristoranti potranno attivare le procedure messe a disposizione dalle piattaforme per segnalare contenuti non conformi ai requisiti previsti dalla legge, chiedendone la rimozione o la revisione. Resta ora da verificare come le future linee guida tradurranno questi principi in prassi operative.

Articoli simili

Diritto all’oblio, il Tribunale di Milano impone a Google nuove regole per la deindicizzazione

Accolta l'azione inibitoria collettiva promossa da alcuni soci di Algopolio: entro il 15 novembre Google dovrà modificare le procedure per le richieste di deindicizzazione e…

Intelligenza artificiale nella giustizia, il caso Cagliari riapre il dibattito. L’OCF chiede regole e controlli indipendenti

Una frase generata dall’IA rimasta in una sentenza non basta a dimostrare che il giudice abbia delegato alla macchina la decisione. Intanto l’Organismo Congressuale Forense…

Spese legali, stop ai tagli selvaggi: la Cassazione fissa il tetto invalicabile del 50%

Con l'ordinanza n. 25965/2026 la Suprema Corte vieta ai giudici di scendere sotto la metà dei valori medi previsti dal DM 55/2014, anche nelle cause…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto