La Quarta Sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla difesa, rendendo definitive dieci condanne nell’ambito dell’operazione “Due Torri” della Dda di Bologna, avviata il 2 agosto 2011 contro l’organizzazione dedita al narcotraffico internazionale facente capo a Francesco Ventrici, 54 anni, di San Calogero (Vibo Valentia).
Ventrici, già coinvolto nella precedente operazione “Decollo” della Dda di Catanzaro nel 2004, si era poi trasferito a Bologna proseguendo l’attività. Per lui la condanna definitiva è di 23 anni. Tra gli altri condannati figurano il nipote Italo Iannello (10 anni), il cognato Angelo Mercuri (10 anni e 6 mesi), e i cittadini stranieri Raul Isaza Cano, colombiano (10 anni), e Mari Vincent, svizzero (10 anni e 6 mesi).
Secondo la ricostruzione accusatoria, l’organizzazione aveva tentato di importare 1.500 chili di cocaina dall’Ecuador verso l’Emilia-Romagna transitando per Lubiana, operazione poi fallita, oltre a un carico di 1.000 chili di marijuana dall’Albania. Gli incontri per organizzare l’acquisto si sarebbero svolti nella villa di Ventrici a Bentivoglio, nel Bolognese, con una spesa preliminare stimata in circa 2,5 milioni di euro, movimentata — secondo quanto riferito dalla Dea — attraverso una banca slovena.
I giudici di merito avevano già escluso che si trattasse di un’operazione isolata, qualificando il gruppo come “una vera e propria associazione per delinquere” dedita al narcotraffico internazionale su base stabile, attiva tra luglio 2010 e gennaio 2011, con 14 arresti eseguiti tra Italia, Austria e Spagna.
La decisione chiude definitivamente la possibilità di ulteriori impugnazioni di merito, confermando l’impianto accusatorio costruito sulle intercettazioni e sui movimenti bancari internazionali documentati dalla Dda di Bologna.
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