Un’inchiesta della Procura di Potenza sconvolge il tribunale di Lecce. Sei persone risultano indagate, tra cui un ex vice procuratore onorario, identificato dalle cronache locali con il cognome Zito, e un avvocato del foro salentino. L’accusa ipotizza che decisioni giudiziarie e atti amministrativi siano stati condizionati in cambio di denaro.
L’indagine nasce da un filone della Guardia di Finanza di Lecce su presunto riciclaggio e trasferimento all’estero di capitali di provenienza illecita. Dagli approfondimenti sarebbero emersi contatti tra gli indagati e soggetti vicini alla criminalità organizzata, alcuni dei quali avrebbero chiesto di sapere se fossero a loro volta sottoposti a indagini.
Le indagini preliminari risultano concluse. La Procura di Potenza, competente per i reati che coinvolgono magistrati del distretto di Lecce, ha chiesto la custodia cautelare in carcere per due dei sei indagati e gli arresti domiciliari per gli altri quattro. Si tratta per ora di richieste all’esame del giudice per le indagini preliminari, non di misure già eseguite.
Per l’avvocatura pugliese la vicenda riapre il tema della fiducia nei rapporti tra professione forense e organi giudicanti onorari, già sotto osservazione dopo altri casi emersi negli ultimi anni in Puglia su incarichi e provvedimenti pilotati. Gli ordini forensi locali non hanno ancora diffuso una nota ufficiale sulla vicenda.
La vicenda comporta verifiche sugli eventuali conflitti di interesse nei fascicoli trattati dall’ex vice procuratore onorario coinvolto e sulla tenuta degli atti emessi nel periodo sotto inchiesta: un capitolo che si aggiunge ai casi già emersi sulla corruzione in atti giudiziari nei tribunali della regione.
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