Il Consiglio dei ministri ha esaminato nella serata del 13 ottobre 2026 la bozza di decreto legislativo che riscrive ampi tratti del Codice della Strada, nell’ambito della delega conferita al Governo dalla legge n. 177 del 2024 e prorogata, da ultimo, dalla legge n. 171 del 23 settembre 2026 (in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre, in vigore dal 2 ottobre). Il termine originario per l’esercizio della delega, fissato al 14 ottobre 2026, è stato spostato al 13 marzo 2027: un margine che lo stesso impianto normativo considera necessario per completare i passaggi istruttori previsti.
Sul piano sanzionatorio, la riforma accorpa le circa 80 fattispecie di illecito oggi previste in 21 fasce, abbandona gli scatti fissi per le violazioni dei limiti di velocità a favore di un meccanismo proporzionale allo scarto rilevato e congela l’adeguamento biennale automatico degli importi all’inflazione. Per le contestazioni rilevate da remoto (autovelox, T-Red) il termine di notifica scende da 90 a 30 giorni, con invio concentrato sulla piattaforma digitale SEND e procedure di ricorso e autocorrezione semplificate; il 70% dei proventi resterebbe all’ente proprietario della strada per manutenzione e sicurezza, il 30% a chi gestisce l’accertamento.
Tra le misure più severe, la guida con veicolo privo di copertura RC auto rilevata da sistema di lettura targhe comporterebbe il fermo immediato del mezzo, il raddoppio della sanzione amministrativa e l’innalzamento della decurtazione di punti patente da 5 a 7; resta allo studio l’introduzione di un “blocco digitale” del veicolo. Sul fronte guida in stato di ebbrezza, la bozza prevede fasce sanzionatorie più articolate legate al tasso alcolemico rilevato, con procedure di accertamento rivedute e corsi di recupero punti più strutturati nell’ambito del sistema a 20 punti (con decurtazione massima di 15 punti per singola violazione).
Sul fronte patenti, la riforma introdurrebbe l’accesso alla guida accompagnata per la categoria B a 17 anni e l’anticipo a 16 anni per chi è già titolare di patente A1 o B1; chi possiede la CQC, o è in formazione per ottenerla, potrebbe guidare autocarri senza rimorchio già a 17 anni. Previste anche norme su targhe estere (recupero delle sanzioni non pagate fino a cinque anni, con fermo amministrativo immediato al rientro in Italia), micromobilità (casco e targa identificativa obbligatori anche per i mezzi in uso ai rider) e Contrassegno Unificato Disabili Europeo, con obbligo per i Comuni di aderire al registro nazionale pena la perdita della facoltà di usare le telecamere per l’accertamento da remoto delle violazioni sui parcheggi riservati e nelle ZTL.
Il percorso che attende il testo è ancora lungo: il parere, non vincolante, di Consiglio di Stato e Conferenza Unificata entro 30 giorni, la trasmissione alle Camere per il parere delle commissioni competenti entro 90 giorni (con possibile ulteriore proroga della delega fino a 150 giorni in caso di osservazioni parlamentari), quindi il riesame del Governo e l’approvazione definitiva, stimata non prima di marzo 2027. Per i professionisti che assistono automobilisti e aziende di trasporto, la fase attuale resta quella da monitorare con attenzione: il testo circolato dopo il Consiglio dei ministri è una bozza suscettibile di modifiche sostanziali nei prossimi passaggi istituzionali.
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