La “Rete per un voto libero e uguale”, promossa dal costituzionalista Roberto Zaccaria insieme a Pietro Adami ed Enrico Grosso, ha presentato alla Camera l’iniziativa “Dalla parte della Costituzione”: trenta ricorsi civili, uno per ciascuna Corte d’Appello italiana, per contestare la legittimità costituzionale della nuova legge elettorale, già ribattezzata “Melonellum”. I ricorsi saranno depositati il 26 ottobre, giorno dell’entrata in vigore del testo approvato dalla Camera l’8 ottobre, e porteranno le firme di circa 500 persone tra giuristi, politici e intellettuali — da Romano Prodi a Massimo D’Alema, da Pier Luigi Bersani a Gianrico Carofiglio — assistite da 99 avvocati.
I sei profili di presunta incostituzionalità individuati dai promotori riguardano: l’entità del premio di maggioranza e il suo equilibrio con il principio di rappresentanza; lo sganciamento tra i risultati di Camera e Senato, elette separatamente; i meccanismi di conversione dei voti in seggi, che renderebbero difficile per l’elettore collegare la propria preferenza al parlamentare eletto; il sistema dei capilista bloccati e l’effettiva parità di genere nelle liste; l’obbligo di indicazione del candidato premier e il suo impatto sulla libertà di lista; infine le soglie di firme richieste ai partiti non già presenti in Parlamento, assenti per quelli già rappresentati.
Dal punto di vista procedurale, il deposito di un ricorso non apre automaticamente un giudizio davanti alla Consulta: spetta al giudice adito valutare se la questione sia rilevante e non manifestamente infondata, prima di un’eventuale rimessione alla Corte Costituzionale. I promotori indicano un’udienza possibile a metà gennaio, con una pronuncia della Consulta auspicata entro la primavera 2027.
È proprio qui il nodo politico sollevato dagli stessi promotori: con le voci su elezioni anticipate a fine maggio 2027 sempre più insistenti, resta concreto il rischio che si torni alle urne con una legge elettorale ancora sub iudice, senza che la Corte abbia fatto in tempo a pronunciarsi sulla sua legittimità.
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