AmCham Italy, Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza hanno sottoscritto, durante l’assemblea generale di Assolombarda al Teatro Dal Verme, il manifesto pubblico “Milano capitale globale della governance dell’Intelligenza artificiale”. L’iniziativa, nata dal lavoro di AmCham Italy e aperta alle adesioni di tutto il territorio, punta a portare nel capoluogo lombardo un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla regolazione internazionale dell’IA: un progetto internamente ribattezzato “Progetto Radegonda”, in omaggio alla centrale di Santa Radegonda che nel 1883, con tecnologia Edison voluta dall’ingegnere Giuseppe Colombo, illuminò per la prima volta il Teatro alla Scala durante la prima de “La Gioconda”.
Firmatari del manifesto sono Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy, Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, e Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza. All’evento erano presenti anche rettori di atenei, presidenti di istituzioni scientifiche e culturali e vertici d’impresa del territorio lombardo. Con la firma nasce un comitato promotore civico e trasversale, in cui ciascun firmatario mantiene lo stesso peso decisionale, e la presentazione ufficiale della candidatura alle istituzioni è fissata per lunedì 9 novembre, dalle 15 alle 17, a Milano.
Il contesto normativo di riferimento è la risoluzione ONU dell’agosto 2025, che ha istituito un Panel scientifico indipendente e il Global Dialogue on AI Governance: il primo incontro si è tenuto a Ginevra il 6 e 7 luglio 2026, mentre la seconda sessione è in calendario a New York il 3 e 4 maggio 2027. Secondo i promotori, la finestra utile per presentare la candidatura agli Stati membri si apre con l’insediamento del nuovo segretario generale ONU – che succederà ad António Guterres, il cui mandato scade il 31 dicembre 2026 – e si chiude con l’appuntamento di New York, in un orizzonte di circa 24 mesi. Milano non è l’unica candidata: la Corea del Sud lavora a un campus unico per le funzioni IA di sei agenzie ONU, mentre la Cina ha lanciato a Shanghai la World AI Cooperation Organization, fuori dal perimetro delle Nazioni Unite.
Simone Crolla ha spiegato che l’intelligenza artificiale “arriva ancora dagli Stati Uniti e bussa alla stessa porta”, e che il pilastro proposto non avrebbe potere di scrivere regole né di sanzionare, ma aiuterebbe gli Stati a valutare capacità e rischi dei sistemi più avanzati con criteri condivisi. I promotori hanno infine lanciato un appello perché le forze politiche, al di là delle appartenenze, sostengano la candidatura.
L’eventuale insediamento a Milano di un organismo ONU dedicato alla governance IA rappresenterebbe un polo di riferimento normativo di primo piano, con ricadute su advocacy, formazione e consulenza alle imprese del settore tecnologico.
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