26 Agosto 2026 - Riprese aeree

Ortofoto d’Italia in licenza aperta: cosa cambia per chi le usa in causa

AGEA apre a cittadini, professionisti e imprese il download delle ortofoto nazionali a 20 cm/pixel e, con l'aggiornamento del 26 agosto, adotta la licenza CC BY 4.0. Riuso libero anche commerciale, con obbligo di attribuzione

Il GeoPortale dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura mette a disposizione, attraverso una mappa interattiva, le riprese aeree che coprono l’intero territorio nazionale con risoluzione di 20 centimetri per pixel. Sono consultabili e scaricabili le annualità 2022, 2023 e 2024, frutto del piano di voli triennale che AGEA conduce dal 2015. Fino a ieri quel patrimonio era accessibile in modo strutturato soltanto alle pubbliche amministrazioni, per lo più tramite convenzioni e con clausole di riserva dei diritti; oggi è aperto a chiunque.

La svolta sta nella licenza. Con l’aggiornamento delle Note legali del 26 agosto 2026, i dati e i servizi del portale sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribution 4.0 International. Significa che il materiale può essere copiato, distribuito ed elaborato anche per finalità professionali e commerciali, a due condizioni: attribuire correttamente la fonte ad AGEA e segnalare le eventuali modifiche apportate. È un cambio di regime rispetto alle precedenti indicazioni di copyright pieno, che ancora oggi si leggono sui portali di alcune Regioni con riferimento alle ortofoto AGEA.

Il quadro normativo. L’operazione si colloca nel solco della Direttiva (UE) 2019/1024 sull’apertura dei dati e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico, recepita nel nostro ordinamento con il d.lgs. 200/2021 di modifica del d.lgs. 36/2006, e della successiva disciplina sui High Value Datasets, che colloca tra le categorie ad alto valore proprio i dati geospaziali e di osservazione della Terra, da mettere a disposizione gratuitamente e con licenza aperta.

Ma il servizio non è ancora “aperto” fino in fondo. Il download non è massivo né automatizzabile: si procede per riquadri, con un massimo di venti immagini per richiesta, previa indicazione di un indirizzo e-mail, accettazione dei termini e verifica tramite codice OTP al primo utilizzo; è inoltre previsto un tetto giornaliero di richieste, superato il quale resta possibile la sola consultazione della mappa. Il portale non espone un servizio WMS proprietario per l’integrazione diretta negli applicativi GIS. Sono limiti che l’impianto europeo sui dati di elevato valore tende invece a superare, richiedendo API e scaricamento in blocco: un punto su cui il servizio potrà verosimilmente evolvere.

Perché interessa lo studio legale. Una copertura fotografica nazionale ad alta risoluzione, datata e riferibile a tre annualità distinte, è materiale prezioso nel contenzioso edilizio e urbanistico, nelle controversie tra confinanti, nelle vertenze agrarie, nell’accertamento dello stato dei luoghi a una certa data e nel supporto all’attività del consulente tecnico. La licenza aperta rimuove l’ostacolo che finora rendeva incerto l’uso del dato in elaborati destinati a un committente privato.

Restano due cautele. La prima è formale: l’attribuzione deve comparire nell’elaborato, così come l’indicazione delle elaborazioni effettuate. La seconda è sostanziale: l’ortofoto documenta uno stato dei luoghi, non delinea confini giuridici né sostituisce il rilievo strumentale o la mappa catastale. È un elemento di prova da introdurre per quello che è — e da verificare, prima dell’uso, rispetto alla versione vigente delle Note legali del portale.

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